• Cristina Quintavalla al picchetto davanti alla CNA
    Cristina Quintavalla al picchetto davanti alla CNA
  • La manifestazione della CGIL
    La manifestazione della CGIL

    Il nostro striscione alla manifestazione della CGIL del 16 ottobre

  • Barbara Spinelli all'apertura della campagna elettorale de L'Altra Emilia Romagna
    Barbara Spinelli all'apertura della campagna elettorale de L'Altra Emilia Romagna
  • Piazza maggiore
    Piazza maggiore

    Come si vedeva piazza Maggiore dal palco da dove parlò Alexis Tsipras

  • Guido Viale apre la campagna elettorale de L'Altra Emilia Romagna
    Guido Viale apre la campagna elettorale de L'Altra Emilia Romagna
  • I candidati
    I candidati

    Foto di gruppo dei candidati

Programma per le elezioni regionali dell'Emilia Romagna

Index

6 LA CULTURA

La Costituzione italiana (Art. 9) ha inserito fra i suoi principi fondamentali la promozione della cultura e della ricerca scientifica e tecnica e la tutela del paesaggio e del patrimoniostorico e artistico della nazione. Ciò comporta l’inalienabilità del patrimonioin quanto benecomune, di proprietà di tutti e di ciascuno, che ci rende cittadini sovrani. Nel nostro Paese esso è capillarmente distribuito nel territorio, ogni città piccola o grande è “città d’arte”, e costituisce una fondamentale infrastruttura di cittadinanza.

Gran parte di questo patrimonioè di proprietà dello Stato e degli Enti locali cui è affidata la tutela e la valorizzazione. La conservazione e la gestione di questi beni richiedono risorse adeguatee personale specializzato e stabile, che i continui tagli di bilancio e il blocco del turn-over hanno reso del tutto insufficienti. Negli ultimi trent'anni, viceversa, le politiche statali - nessun governo escluso - sono state finalizzate esclusivamente all'abbattimento della spesa.

La chimera dello sfruttamento commercialedei beni culturaliha, fra l'altro, dato origine a provvedimenti che, senza generare sensibili risparmi, hanno determinato l'affidamento a privati – naturalmente for profit - di una molteplicità di servizi, anche di carattere progettuale, scientifico o didattico. Il ricorso a personale precario, spesso reperito tramite cooperative di servizi, non garantisce la continuità della ricerca e degli interventi necessari, diffondendo insicurezza fra lavoratrici e lavoratori spesso sottopagate/i e prive/i di diritti.

Occorre invece un forte investimento nel settore pubblico della cultura, a fronte del vantaggio collettivo offerto dalla sua potenzialità di diffusione della creatività e della capacità di innovazione. Gli interventi di tutela e valorizzazione del patrimonioculturale vanno orientatinon nell’ottica del marketing culturale,ma come strumentoe occasione generatrice diconoscenza, intelligenza critica, partecipazione, coesione e integrazione sociale. Devono essere assicurati organici qualificati e di ruolo. Deve essere ripensato e disciplinato con urgenza il trasferimento delle competenze delle disciolte province alle unioni intercomunali e alla città metropolitana, riorganizzando le modalità di pianificazione e distribuzione delle risorse.

Va incentivata la produzione indipendente di cultura, con l'offerta di servizi e strutture. Va promossa la partecipazione di tutte/i alla vita culturale, anche attraverso la co-progettazione di interventi e servizi e il sostegno all'autogestione di spazi in disuso, senza concessioni a logiche clientelari.

I finanziamenti europei, vincolati a specifici programmi di intervento e a particolari modalità operative, andranno pienamente utilizzati con più attente prospettive strategiche nell’attuazione di politiche regionali coordinate, finalizzate anche allo sviluppo sostenibiledel turismo, settore in cui, nonostante la crisi, gli itinerari culturali mantengono inalterata la loro attrattiva.

La nostra proposta :

* Potenziare il ruolo dell’Istituto per i Beni Culturali, con l’attribuzione di competenze specifiche nella pianificazione della spesa e nella ripartizione delle risorse.

* Includere i beni culturali in un piano coordinato di prevenzione e protezione, concorrendo al finanziamento di interventi finalizzati alla sicurezza negli edifici pubblici storici e a destinazione culturale anche attraverso sponsorizzazioni e mecenatismo.

* Incentivare le assunzioni a tempo indeterminato, con procedure concorsuali, per le figure direttive e specialistiche delle istituzioni culturali pubbliche, includendo nuove professionalità e incoraggiando forme di lavoro collegiale e interdisciplinare.

* Promuovere la pienaattuazione della L. 22 luglio 2014, n. 110 sulle professioni dei beni culturali, imponendone la ricezione nei bandi e negli affidamenti pubblici.

* Introdurre norme che ribadiscano e perfezionino l’obbligo di destinare il 2%della spesa destinata all’edilizia pubblica all’arte contemporanea, favorendo i percorsi di condivisione e, laddove possibile, di co-progettazione con gli/le utenti e le popolazioni interessate.

* Rendere effettiva, attraverso procedure trasparenti, la destinazione di aree e edifici dismessi per lo svolgimento di attività culturali, come previsto dalla L. 8 agosto 2013, n. 91, art. 6


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