Sblocca Italia: Le conseguenze nel Modenese

Alcuni giorni fa anche il Senato pone la fiducia al Decreto Sblocca Italia. Via libera alla ricerca ed estrazione di idrocarburi. Alla realizzazione di ormai superati progetti di autostrade. La politica delle grandi opere quando sono necessarie più modeste opere per migliorare la qualità di vita dei cittadini, la sicurezza ambientale e far ripartire l’Italia. Sono necessarie opere di bonifica, di riqualificazione urbana ed energetica, di sicurezza sismica, di abbattimento di manufatti abusivi, impianti di recupero e riciclo dei rifiuti, riqualificazione e messa in sicurezza degli edifici scolastici, di manutenzione delle strade, del trasporto pubblico locale e della mobilità dolce oltre a opere di riqualificazione degli edifici privati. In questo decreto gli inceneritori (ma non solo) diventano "impianti di termotrattamento e costituiscono infrastrutture e insediamenti strategici di preminente interesse nazionale ai fini della tutela della salute e dell’ambiente. Tutti gli impianti, sia esistenti che da realizzare, devono essere autorizzati a saturazione del carico termico”. 

Questa legge quindi avrà molte ricadute anche sul nostro territorio. Dall’inceneritore all’acqua pubblica, alle trivellazioni, allo stoccaggio gas di Rivara, all’Autostrada Cispadana. Inascoltate le proteste di tutte le maggiori associazioni ambientaliste italiane.


 

INCENERITORE

L’art35 del decreto sblocca Italia dice che gli inceneritori diventano impianti di termotrattamento e costituiscono infrastrutture e insediamenti strategici di preminente interesse nazionale e dice che tutti gli impianti, sia esistenti che da realizzare, devono essere autorizzati a saturazione del carico termico. 

Questo significa che la sola attuale quarta linea dell’inceneritore di Modena può bruciare una quantità di rifiuti che varia tra le 198.400 e le 268.000 tonnellate. Nel caso di Modena pesa l’estensione concessa nell’ultima modifica dell’autorizzazione integrata ambientale con cui l’inceneritore, in virtù del suo fittizio recupero energetico, diviene impianto autorizzato a smaltire rifiuti provenienti anche da tutto il territorio nazionale. L'inceneritore di Modena è autorizzato per 240.000 t/anno suddivise su due linee, la 4° da 180.000 tonnellate e 3° da 60.000 tonnellate. L'annuncio di un mese fa che Hera rinunciava alla costruzione della terza linea lasciava supporre che nell'inceneritore venissero bruciate “solo” le 180.000 tonnellate della 4 linea (comunque eccessive per il nostro fabbisogno, circa il 25-30% in più). Questo non accadrà più, perché la quarta linea può raggiungere da sola le 240.000 già autorizzate e volendo anche oltre. Con lo Sblocca Italia si vanifica quindi ogni sforzo per andare nella direzione di una politica di gestione dei rifiuti fondata sulla raccolta differenziata porta a porta, alla quale è applicabile la tariffa puntuale per far pagare al cittadino solo i rifiuti effettivamente prodotti e incentivare quindi la raccolta differenziata, creando nel contempo più posti di lavoro sia nella raccolta che nel recupero e riciclo delle materie. 

 

ACQUA PUBBLICA

Si modifica la disciplina riguardante la gestione del bene acqua, imponendo un unico gestore in ciascun ambito territoriale e individuando, di fatto, nelle grandi aziende e multiutilities, di cui diverse già quotate in borsa, i poli aggregativi. Le scelte predisposte dal governo, a nostro parere, si contraddistinguono negativamente rispetto ad un'idea dell'acqua e del servizio idrico come beni comuni indispensabili alla vita delle persone, e della natura e contraddicono pesantemente l'esito referendario del 2011. È già prevista una manifestazione di protesta a Bologna per sabato 15 novembre davanti alla sede di Hera, organizzata dai comitati per l’acqua pubblica a cui L’Altra Emilia Romagna aderisce.

 

TRIVELLAZIONI

Novantadue richieste di coltivazioni in terra e 50 permessi di ricerca in mare: ecco i progetti per l’estrazione di idrocarburi in attesa in Emilia Romagna. Lo “Sblocca Italia” concede al ministero dell’Ambiente ogni tipo di decisione sulle concessioni, che possono arrivare fino a 30 anni e allungarsi poi di altri 20. Le Regioni potranno fare solo osservazioni, ma decade il principio dell’eventuale diniego vincolante.

 

MAXI DEPOSITO GAS DI RIVARA

Come per le trivellazioni sarà solo il ministero dell’Ambiente a rilasciare le autorizzazioni per gli stoccaggi di gas che da oggi rientrano negli impianti di interesse strategico nazionale. 

Ecco perché la vertenza sul maxi-stoccaggio gas non è ancora del tutto chiusa. Non lo è perché è ancora pendente il ricorso del proponente contro le decisioni assunte da Regione Emilia Romagna e Ministero dello Sviluppo Economico, e non lo può essere alla luce del decreto Sblocca Italia che elimina il parere vincolante delle regioni in merito alle concessioni minerarie ed estrattive.

 

AUTOSTRADA CISPADANA

Con lo Sblocca Italia il Ministero dei trasporti subentra alla Regione Emilia Romagna nei rapporti con il concessionario che realizzerà l’autostrada Cispadana. È la certificazione del fallimento del sistema autostradale regionale pensato 8 anni fa per fare l’Autostrada Cispadana di cui ancora non è stato nemmeno concluso l’iter progettuale. Il passaggio di competenza dalla Regione al Governo indica quali sono i veri obiettivi dei sostenitori del progetto autostradale: la ricerca di finanziamenti pubblici dal momento che il project financing è di fatto fallito e la proroga senza bando di gara della concessione di gestione della A22, in assenza della quale Autobrennero perderebbe l’interesse alla realizzazione della Autostrada Cispadana e della bretella autostradale Campogalliano-Sassuolo.


 

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