Manifesto per le Elezioni Regionali In evidenza

 

Qui di seguito puoi leggere il manifesto de L'Altra Emilia Romagna come primo passo per la partecipazione alle Elezioni Regionali del 23 Novembre 2014; è un prodotto collettivo che ogni militante de L'Altra Emilia Romagna ha contribuito a plasmare, perché noi crediamo e pratichiamo la democrazia partecipata.

 

Tra di noi non c'è nessuno che è più uguale di un altro.

 

Ogni decisione viene presa in assemblea, ogni militante può esprimere la propria opinione sicuro che verrà presa in considerazione, ognuno di noi è considerato in quanto persona perché per noi vengono

 

Prima le persone

 

Siamo radicali perché la realtà è radicale”

 

(Alexis Tsipras)


 

L’Emilia Romagna è attraversata da una profonda crisi economica, sociale e di prospettiva che morde le nostre esistenze e soffoca l'economia un tempo florida. Le radici di questa crisi sono globali, europee, ma anche locali; essa è espressione e parte del declino generale del Paese.


 

Viviamo ormai in un territorio “inquinato: la cappa delle polveri sottili che incombe sulla pianura padana è alimentata da uno sviluppo superato e contorto, dominato dal “ciclo del cemento”, da un traffico veicolare privato insostenibile, da un sistema di smaltimento dei rifiuti arretrato, dal degrado conseguente l’abbandono della montagna, dalla devastazione degli alvei fluviali e dall’inadeguata manutenzione del territorio. Una regione inquinata anche dalla criminalità organizzata, di cui troppo tardi si è percepita l’estesa infiltrazione nel tessuto economico e sociale.


 

Tutto ciò che nel tempo ha esaltato l’Emilia Romagna oggi è messo in discussione: il suo sistema formativo ed educativo, la qualità del welfare (sanitario e sociale), il suo patrimonio culturale e paesaggistico. È in crisi profonda il sistema produttivo, l’immensa ricchezza di piccole e medie industrie che, se rinnovate e coordinate fra di loro, potrebbero garantire la qualità della produzione, l’innovazione e la dignità del lavoro.

 

È in crisi la democrazia in tutte le sue articolazioni, dai consigli di quartiere alle Province destrutturate senza un chiaro progetto, ai consigli comunali ridotti al silenzio dalla legge 81/93, che ha consegnato a sindaci e giunte un potere quasi esclusivo, dalla concentrazione delle funzioni di governo reale in organi non elettivi fuori da ogni controllo democratico.

 

L’ideologia della “governabilità”si è concretizzata in vero e proprio assalto ai Beni Comuni, che ha in Iren e in Hera i suoi capisaldi, e che consiste principalmente nella privatizzazione dell’acqua, dei servizi e nella sostanziale privatizzazione (spesso clericalizzante) del welfare locale. Con esiti fallimentari.

 

Eppure esiste un’Altra Emilia-Romagna che in questi anni non è stata a guardare. Un’Altra Emilia-Romagna che ha difeso i Beni Comuni come acqua, scuola, casa e lavoro. Che ha vinto i Referendum, ma ha visto la peggior politica ignorare quei risultati. Che è impegnata nella difesa della Costituzione nata dalla Resistenza, capace di tessere reti di solidarietà e mutuo aiuto. Che ha prodotto singolari esperienze locali e liste civiche che stanno amministrando bene alcuni territori. Che è consapevole dell'attacco agli spazi democratici e agli strumenti di partecipazione popolare. Che crede che quegli spazi e quegli strumenti vadano non solo difesi, ma ampliati e ridefiniti. Che crede nel valore dell'istruzione e della cultura e del multiculturalismo.

 

La ricchezza di lotte, proposte e buone pratiche amministrative, in rete tra loro, sono un patrimonio importante per uscire dalla crisi diversi e migliori, per raggiungere l’obiettivo di rendere la nostra regione la meno diseguale d’Europa. Una regione che non lascerà indietro più nessuno. Crediamo sia necessario promuovere una conversione ecologica dell'economia per contrastare la precarietà, difendere il lavoro, creare nuova occupazione di qualità. E' indispensabile lavorare per una nuova società realmente solidale anche con l'introduzione del reddito minimo garantito.

 

Noi in primo luogo diciamo NO alle grandi opere inutili che devastano il territorio. Vogliamo un'economia fondata sul risparmio energetico e sulla difesa dell'ambiente, sulla salvaguardia del suolo, sui trasporti collettivi efficienti, sull’innovazione tecnica e la ricerca scientifica per ridare competitività al sistema delle imprese locali; sulla ripubblicizzazione dei Beni Comuni e delle aziende erogatrici di servizi essenziali.

 

La Regione che vogliamo guarda al futuro con gli occhi dei precari, delle donne che non riescono a conciliare la maternità con una vita dignitosa, delle lavoratrici e dei lavoratori espulsi dal mondo del lavoro, degli artigiani e delle partite IVA che vorrebbero riprendere ad essere produttivi, delle giovani coppie che non hanno accesso per i loro figli alla scuola dell’infanzia pubblica e non possono permettersi l'acquisto di una casa, dei giovani single e di chi vive solo, di chi è sprofondato nelle nuove povertà, dei terremotati e alluvionati, dei migranti che ci raggiungono fuggendo da fame, guerre e disperazione.

 

La nostra presenza nelle elezioni regionali del 2014 si collega strettamente con l’esperienza della lista “L’Altra Europa con Tsiprase con la sua presenza nel Parlamento europeo. L'Emilia-Romagna ha bisogno di una lista aperta, di cittadinanza e di forti competenze che mobiliti persone, comitati, movimenti, esperienze civiche e forze organizzate, verso un’Altra Regione che parli con chiarezza il linguaggio della partecipazione, della democrazia e del benessere sociale.


 

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Caro cittadino, cara cittadina, abbiamo redatto questo appello con il metodo della partecipazione deliberativa di persone, movimenti e partiti, metodo che vorremmo esteso al governo delle Regioni, dell’Italia e dell’Europa, per superare l’assenteismo e l’esclusione, per combattere lo strapotere del capitale e delle classi che lo detengono.

 

Ti chiediamo di unirti a noi con la sottoscrizione di questo appello e con l’impegno a partecipare attivamente nella co-costruzione della nostra proposta e nell’adesione alle iniziative di partecipazione democratica sulle quali vogliamo siano ricostruite le istituzioni della nostra Regione

 

Se concordi e vuoi firmare il nostro manifesto fai click qui sopra

 

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