Quintavalla (Aer): «Vignali patteggia, la città eredita il suo debito, anche quello illegittimo. Pizzarotti incapace di una grande vertenza per la sua moratoria»

L'ex sindaco Vignali - insieme agli imputati di Clean Money - patteggia per salvarsi. 

Questo non ci sorprende. Quale senso di responsabilità, quale senso delle istituzioni potrebbe nutrire chi ha lasciato la città con 860 milioni di debito e 34 aziende partecipate con i conti in rosso? Le due partecipate più strategiche risultano tra le prime venti società più indebitate d'Italia, come risulta dalla commissione per la Spending review.

Il lavoro istruttorio condotto dalla Commissione per l'audit sul debito pubblico ha documentato la natura illegittima di gran parte di questo debito derivante dalle vergognose commistioni di interesse tra potere pubblico e poteri privati in spregio di chi paga le tasse, di chi fatica ad arrivare a fine mese, di chi vive con pensioni o indennità di disoccupazione da fame.

L'indebitamento del Comune è stato scaricato sui cittadini con tagli alla spesa sociale, innalzamento delle tasse che l'attuale amministrazione Pizzarotti, succube e incapace, persegue non avendo avuto il coraggio di mettere in discusione la parte illegittima del debito costruendo una grande vertenza politica per la sua moratoria.

Meno diritti per tutti, insomma, in un momento difficilissimo. Come non provare rabbia di fronte a quel giovane studente dell'Ipsia che, non potendo pagare la quota di iscrizione (peraltro non dovuta) si è visto mandare via dalla scuola? O di fronte a quei bambini che non possono permettersi di restare a mensa perché le loro famiglie non sono in grado di pagare la retta?

Siamo di fronte alla bancarotta di un modo di fare politica occupando il potere per creare lobbies e far arricchire chi è già ricco, usando risorse per fini estranei a quelli istituzionali.

Anche in Regione, i quarantuno avvisi di fine indagine per malversazione, che hanno coinvolto tutti i gruppi e la maggior parte dei consiglieri, segnano una caduta dell'etica pubblica delle politica e lo smarrimento del fine di perseguire l'interesse comune, il bene di tutti

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