Voto Pirata in Emilia Romagna, Per Internet bene comune In evidenza

Esiste un luogo comune, usato soprattutto dai mezzi di informazione  per cui il termine hacker viene associato ai criminali informatici.
La definizione corretta per questi “criminali” è invece cracker.

Un hacker costruisce le cose mentre un cracker le rompe e basta” (Eric Steven Raymond): gli hacker sono persone che vogliono migliorare il mondo che li circonda, senza delegare a nessuno la responsabilità del proprio futuro, sostituiscono al valore del denaro, il valore del contributo che un individuo riesce a dare alla comunità e la passione con cui lo fa, sostengono le idee della libertà di espressione e dell’accesso per tutti alla conoscenza, vogliono mettere le mani nelle cose per capirne il funzionamento e farlo conoscere a quante più persone possibile.

Noi, Partito Pirata, cerchiamo di essere hacker, ma anche blogger, creare ambienti e momenti di contatto e informazione, non abbiamo un board, un capo, discutiamo in incontri fisici così come online e poi proponiamo su di una piattaforma digitale le nostre idee e visioni della società, siamo vicini alla definizione che da di hacker wikipedia “persone  che si impegnano nell’affrontare sfide intellettuali per aggirare o superare creativamente le limitazioni che le vengono imposte nel campo della tecnologia, non limitatamente ai suoi ambiti d’interesse ma in tutti gli aspetti della vita”.
Noi, Partito Pirata, siamo nei convegni, nelle assemblee pubbliche, nelle azioni, utilizziamo media civici e vogliamo influire sulle istituzioni per la difesa del nostro manifesto che parla di Beni Comuni, Libertà digitali e individuali, Copyright e Diritti d’autore.

Abbiamo scelto di sostenere prima l’Altra Europa con Tsipras ed ora l’Altra Emilia Romagna per contribuire al processo di organizzazione orizzontale e di alfabetizzazione informatica e digitale assumendo come assioma l’ idea che l’informazione è di tutti e che nessuno deve esserne escluso.
All’interno del programma dell’Altra Emilia Romagna trovate parti che riteniamo fondamentali per lo sviluppo di una società etica e equa.
Sottoscriviamo impegni su temi reali e che incidono oggi con un peso completamente diverso rispetto a pochi decenni fa, in questa direzione la rivoluzione digitale incrementa le opportunità dirette ed indirette di ogni singolo individuo alla partecipazione democratica (E-democracy) e costituisce un’opportunità straordinaria di sviluppo civile e sociale anche se, lasciata in mano a poteri transnazionali forti, può generare minacce per la libertà e la dignità umana.
Essa rappresenta una sfida per tutti gli aspetti dei nostri sistemi giuridici, economici e sociali tradizionali.

La nostra proposta si fonda su:

  • promuovere i media civici, come strumento di partecipazione alla vita democratica di tutti gli abitanti;
  • attuare concretamente i principi dell’Open Governement per realizzare un nuovo processo politico che si caratterizzi per la trasparenza, l’informazione, la partecipazione e la collaborazione;
  • sostenere una proposta di Legge Regionale su accesso, pubblicazione e riutilizzo dei documenti e dei dati pubblici dell’amministrazione regionale, introducendo il principio del Freedom of Information Act (FOIA), ovvero il diritto riconosciuto a chiunque di richiedere e ottenere le informazioni prodotte dal settore pubblico assicurando la trasparenza dei processi amministrativi e politici del governo e la pubblicazione in rete di tutti gli atti pubblici che non contengano dati sensibili;
  • esigere che i dati pubblici siano “liberati” in modo da accrescere l’efficienza e la trasparenza della PA, migliorare la qualità della vita dei cittadini e delle cittadine e fornire alle imprese nuove opportunità di sviluppo economico (open data);
  • sostenere misure che permettano e promuovano ampiamente l’uso del software libero e open source, in particolare nella pubblica amministrazione.

Crediamo in una rete Internet come bene comune. Il libero accesso alla conoscenza ed alla cultura, l’equilibrio tra tutela della privacy e trasparenza, devono essere i pilastri della società dell’informazione del futuro che vogliamo realizzare.

Vi invitiamo il 23/11/2014 a votare con senso etico verso le idee che vi muovono.
Sapremo in questo modo quanta parte di questa regione è pronta ad una rivoluzione pacifica e critica  senza “chiudere un occhio” ma anzi ad aprirne un terzo.

Firmato: Partito Pirata Emilia-Romagna

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