Pazzaglia Fabio

Sono nato a Rimini nel 1973.

Sono figlio di operai. Mi muovo su una sedia a rotelle. La mia compagna e i miei due figli sono il progetto più importante della mia vita. Nonostante le mie gravi condizioni di salute (distrofia muscolare) lavoro da 12 anni in una cooperativa sociale dove gestisco la consegna e il ritiro di ausili (letti, carrozzine, deambulatori, ecc.) per persone disabili, malate, non autosufficienti. La politica è la passione che coltivo fin da ragazzo. E’ solo una passione, non è mai stata la mia fonte di reddito, tant’è vero che come Consigliere Comunale percepisco uno stipendio netto di duecento euro al mese.

Sono abbastanza conosciuto dai miei concittadini che mi hanno eletto per tre volte di seguito in Consiglio Comunale (2001, 2006 e 2011). Non ho mai fatto parte di un CdA (Consiglio di Amministrazione) e non ne farò mai parte perchè sono tutti lottizzati. Da anni non ho nessuna tessera di partito e sto bene così. Il mio percorso politico lo distinguerei in due fasi: all’inizio avevo riposto la mia fiducia nel centrosinistra poi ho cominciato ad avere forti divergenze sull’azione di governo, locale e nazionale.

Temi fondamentali come sociale, welfare, istruzione, diritti civili, consumo di territorio, penuria di servizi adeguati in periferia (scuole, asili, parchi, ciclabili, ecc.). Divergenze che si sono trasformate nel corso del tempo in conflitto vero fino alle estreme conseguenze: nel 2010 sono stato espulso dal centrosinistra che governa Rimini. Oggi sono in Consiglio Comunale nei banchi dell'opposizione con una lista civica di sinistra che si chiama "Fare Comune".

Ho accettato la proposta di candidatura della Lista L'Altra Emilia Romagna perché la sinistra vive da tempo una profonda crisi di rappresentanza. Perchè abbiamo bisogno di una sinistra autonoma e indipendente. Perchè L'Altra Emilia Romagna ha deciso di rompere con l’attuale sistema di potere regionale, sfidandolo a viso aperto. La presenza della nostra lista fuori e dentro le istituzioni deve servire ad aumentare la qualità della vita dei piu' deboli.

Cerca nel sito